Specializzati in tavole originali e illustrazioni

Urania Casa d’Aste presenta la sua 11ª Asta
dedicata alle Tavole originali e Illustrazioni dei grandi maestri del fumetto
insieme all’Asta speciale dedicata al Gulliver di Porcheddu e al mito di Moby Dick

GULLIVER | MOBY DICK

Sfoglia il catalogo speciale dedicato al
Gulliver di Porcheddu e al mito di Moby Dick!

RISULTATI

I lotti invenduti dell’11ª Asta sono disponibili al prezzo di base d’asta + 17% fino all’ 11/06/19

PROSSIME FIERE

Urania sarà presente al Lake Como Comic Art Festival dal 18 al 19 Maggio, dove potrete visionare e acquistare i lotti ancora disponibili.

CATALOGO 11ª ASTA

Sfoglia il nostro nuovo catalogo generale e scopri i 425 lotti che verranno battuti l’11 Maggio a Parma!

VI ASPETTIAMO!!!

In occasione della sua 11ª vendita all’incanto Urania Casa d’Aste ha selezionato opere dei più importanti autori internazionali dal 1896 ad oggi.
Grandi artisti come Manara, Pazienza, Serpieri, Pratt e Kirby saranno i protagonisti di un catalogo generale che vanta 425 lotti di sole opere originali, spaziando dal fumetto d’autore alle strisce sindacate, dalle pagine Disney fino alle illustrazioni di inizio ‘900.
Saranno presenti all’interno di questo catalogo due sezioni dedicate al lungometraggio La Rosa di Bagdad e ad una piccola selezione di libri figurati e animati del ‘900.
In questa occasione Urania è orgogliosa di presentare un catalogo speciale diviso in due sezioni.
Per la prima volta, grazie ad un eccezionale ritrovamento, saranno messe all’incanto le tavole originali per i Viaggi di Gulliver che Giuseppe Porcheddu realizzò nel 1941, fino ad oggi rimaste inedite e da tutti considerate perdute.
All’interno di questo catalogo saranno in oltre presenti 59 tavole di tre straordinari autori che hanno incarnato nelle loro opere il mito di Moby Dick: Leopoldo Durañona, Enrique Breccia e Franco Caprioli.

Tutte le opere saranno battute lo stesso giorno in  due tornate d’asta (dalle ore 11:30) a Parma presso i prestigiosi locali del Circolo di Lettura in Via M. Melloni 4.

INFORMAZIONI UTILI

Sabato 11 Maggio ore 11:30

Sede d’asta:
Circolo di Lettura_Via M. Melloni, 4 – Parma

Esposizione:
Circolo di Lettura
Venerdì 10 Maggio, ore 10 – 19

Alla scoperta dei ``Viaggi di Gulliver`` di Porcheddu

Opere
dal lotto n. 1 al lotto n. 25

copertina gulliver WEB

« Porcheddu può e vuole fare molto di più. Le sue ambizioni sono tante: si propone così al giornale “Topolino”, per il quale vara un grande progetto: l’edizione seriale illustrata di un classico quale I viaggi di Gulliver, da realizzare a colori nella doppia pagina centrale. È l’artista stesso a provvedere la riduzione della satira swiftiana, e l’impegno, la foga e il talento che profonde nell’impresa sono tali da superare ogni aspettativa della committenza. (…) Ma sono ormai tempi grami per l’editoria: la carta scarseggia ed è di pessima qualità, le riproduzioni a colori su celluloide hanno un costo elevato e il Ministero della Cultura Popolare ci aggiunge del suo, imponendo l’eliminazione dei balloon. Tutto ciò che sa di comics d’Oltreoceano deve essere bandito!
Il progetto del Gulliver, che almeno inizialmente doveva essere un fumetto vero e proprio, viene dilazionato sine die, e a nulla vale il riprenderlo nel 1944 integrandolo con nuove vignette. Il cambio di direzione ai vertici di “Topolino” (da Federico Pedrocchi a Mario Gentilini) non giova all’artista torinese. Tutti sanno che il suo Gulliver è un capolavoro, ma pochissimi lo hanno potuto ammirare; si inizia perfino a dubitare della sua esistenza, fino a farlo cadere nel dimenticatoio. (…)
Di Gulliver non si parlerà più per 30 anni, finché la signora Porcheddu non tirerà fuori dal proprio archivio privato le matite delle grandi tavole della riduzione illustrata da Swift per le Produzioni Editoriali d’Ami. Va detto che il metodo di lavoro di Porcheddu è sempre stato molto originale: il Nostro eseguiva tutte le matite delle future immagini da stampare su carta liscia leggera (denominata in tipografia “carta da spolvero”). È quindi questa carta simile a una velina a conservare tutte le matite dei suoi lavori (pitture comprese), catalogati come promemoria per uso personale dell’artista e debitamente muniti di data.
Porcheddu è per natura un illustratore, e disegna i comics come illustrazioni, sicché ogni vignetta è un quadretto ben rifinito e concluso in sè stesso.  (…) Nel Gulliver la narrazione acquisisce un fascino supplementare spirante dalla figura del gigante, che campeggia a ogni pagina con evidenza statuaria. Ogni disegno di Gulliver è una storia a sé, e la curiosità del lettore, lungi dall’esserne sazia, è mossa dal desiderio di vedere altre immagini altrettanto imponenti, grintose, affascinanti, in cui ogni vignetta è un’immagine esauriente e compiuta, cifra del mestiere di un grande professionista dell’illustrazione; come scrisse Bistolfi: << sa far suo, nel disegno e nei toni, il pensiero dello scrittore, ma nel tempo stesso, la sua illustrazione è sempre un quadro, vale a dire un’opera completa che può vivere, e vive a sé >>.
La storia di Gulliver ha inoltre, come ogni autentico evento di grande importanza, un suo retroscena. Lo si credeva infatti perduto, essendone state pubblicate solo le matite – già una leggenda per sé – a corredo di qualche articolo dedicato al Maestro. Solo grazie a un fortuito ritrovamento, dopo decenni di oblio, presso un oscuro antiquario di Grosseto, che a quanto pare aveva rilevato parte del mitico magazzino del “Topolino” giornale, situato a Milano-Lambrate nel 1988, possiamo oggi ammirarne per la prima volta le superstiti tavole originali in tutto il loro splendore. »
(dall’introduzione “Il Gulliver di Porcheddu: un gigante troppo a lungo rimasto nell’ombra” di Gianni Milone)

Il mito di Moby Dick

Opere
dal lotto n. 26 al lotto n. 84

Durañona

Tutto ebbe inizio nel novembre 1966 quando David Lipszyc, visionario editore argentino, diede vita alla Colección Altamira, una serie di adattamenti a fumetti dei grandi classici della letteratura di avventura, con il suo primo (ed unico) numero “L’isola del tesoro” di Hugo Pratt. Questa raccolta prevedeva di pubblicare nei successivi numeri tra gli altri l’adattamento del romanzo “I tre moschettieri e l’uomo nella maschera di ferro”, con i disegni di Arturo del Castillo, e “Moby Dick”. Il capolavoro di Melville fu affidato da Lipszyc al giovane fumettista argentino Leopoldo Durañona, promettente allievo di Alberto Breccia e prolifico autore in patria e poi negli USA (dove lavorerà sugli albi di genere horror-fantastico quali “Weird War Tales”, “Weird Mistery Tales” e “The House of Secrets”). Durañona arrivò a disegnare 21 pagine del suo Moby Dick quando improvvisamente il progetto di Lipszyc naufragò per problemi economici e tutto fu sospeso.
Di queste tavole non si seppe più nulla fino al 1977 quando la casa editrice argentina l’Editorial Record decise di completare l’opera cominciata da Lipszyc più di dieci anni prima. Dopo aver contattato Durañona, che si rifiutò di portare a termine l’opera cominciata nel ’66, se non ridisegnando da zero tutte le pagine, la casa editrice decise di affidare a Enrique Breccia il proseguimento della storia là dove il collega si era fermato con la chiusura della Colección Altamira. Le 21 pagine del Moby Dick di Durañona sono state pubblicate in Italia sulla rivista Lanciostory (anno V n. 7) nel 1979.

Breccia

Come già raccontato nelle pagine precedenti nel 1977 la casa editrice argentina Editorial Record affidò a Enrique Breccia, sui testi di Guillermo Saccomanno, la seconda parte dell’adattamento di Moby Dick cominciato da Durañona nel 1966.
Breccia disegnò in tutto 36 pagine, tavole di estrema bellezza, dalle atmosfere drammatiche e opprimenti, che incarnano alla perfezione il capolavoro di Melville. Il maestro argentino divise il racconto in tre capitoli da 12 pagine ciascuno ripercorrendo i passaggi salienti dell’epopea del Pequod e del Capitano Achab. Queste 36 pagine sono state pubblicate in Italia nella rivista Lanciostory sui nn. 8 – 9 – 10 anno V nel 1979.

Caprioli

Franco Caprioli, autore tra i più raffinati e talentuosi nel panorama del fumetto italiano, dedicò gli ultimi mesi della sua vita ad uno dei soggetti letterari tra i più sfruttati e forse anche tra i più impegnativi: Moby Dick. Nel 1975, l’anno successivo alla scomparsa dell’artista, nella collana I quaderni del fumetto n. 20 per la casa editrice Fratelli Spada, uscì l’ultima fatica di Caprioli “Moby Dick: La balena bianca”.
L’adattamento del capolavoro di Melville fu concepito da Caprioli in 80 pagine dense di avventura, alternando in ogni tavola i diversi stili grafici esplorati nel corso di 35 anni di carriera, dal suo celebre pointillisme al tratteggio lineare. Un’opera importante, il testamento spirituale del disegnatore che più di chiunque altro ha incarnato lo spirito del mare in un eccezionale confronto con il più classico romanzo di mare di tutti i tempi.

Alla scoperta de ``La rosa di Bagdad``

Opere
dal lotto n. 135 al lotto n. 159

“La rosa di Bagdad”
di A. G. Domenighini, 1949 (version française)

“Una rosa di guerra”
di Massimo Becattini, 2009 (documentario completo)

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